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Descrizione:
Le cave, le modalità estrattive ed i riflessi storici,
architettonici e sociali di una della più importanti
pietre ornamentali del Piemonte.
Le rocce di Frabosa da sempre hanno contraddistinto l’economia
locale, con cave di pietra e
marmo di notevole pregio cromatico e importanza, come testimonia
il loro impiego nella Cappella della Sindone nel Duomo di Torino
e nella Basilica di Superga. Già i Romani cominciarono
lo sfruttamento industriale della valle Maudagna, con l’apertura
a Frabosa Sottana di cave per l’estrazione del marmo bianco
e con lo sfruttamento dei giacimenti minerari ferrosi.
L'Ecomuseo del marmo di Frabosa Soprana, che opera in sinergia
con l’efficiente realtà
delle Grotte di Bossea, ha l'obiettivo di riaprire come percorsi
di visita gli antichi luoghi
di cava da cui veniva estratto il marmo destinato alle costruzioni
barocche del Piemonte.
L'accessibilità del sito, grazie alla sua prossimità
a Torino, ha favorito la proposta ecomuseale che
potrebbe divenire sede di "stage" specialistici sul
restauro dei marmi antichi.
Il marmo di Frabosa è nero o grigio; all’ingresso
del paese si incontra la cava del Serro, suggestivo
anfiteatro calcareo scavato nei boschi di castagno, dove si
svolgono le attività didattico-divulgativo-operative
dell’Ecomuseo del Marmo.
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