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Descrizione:
Profumati tartufi, pregiati vini, squisite nocciole: chi non
conosce i tesori enogastronomici di Langhe e Roero? Frutto della
relazione tra il territorio e l’uomo,
queste eccellenze devono parte di sé alle sottostanti
rocce marine che celano le tracce di 2 drammatici eventi geologici:
Il prosciugamento del Mediterraneo e la
“cattura del Tanaro”.
Circa 6 milioni di anni fa, durante il Messiniano, la chiusura
dello Stretto di Gibilterra comportò un forte aumento
della salinità del Mediterraneo e la sua progressiva
evaporazione sino al suo quasi completo disseccamento.
Imprigionate nelle lagune ipersaline molte specie marine andarono
incontro alla morte rimanendo sepolte sotto strati di salgemma
e gessi. Anche le Langhe ed il Roero, allora sommerse dal mare,
hanno registrato tale evento. Ma questa spettacolare
sequenza sedimentaria non sarebbe mai emersa se non fosse per
un altro ulteriore evento, occorso circa 70-80 mila anni fa,
la “cattura del Tanaro”.
Sino ad allora i gessi e le formazioni fossilifere giacevano
sepolte sotto sedimenti alluvionali più recenti: fu allora
che il fiume Tanaro, prima affluente del Po all’altezza
dell’attuale Carignano, deviò verso Est, “catturato”
da un vicino corso d’acqua diretto verso Alba. L’intenso
ciclo di erosione innescato dal maggiore dislivello della pianura
alessandrina portò all’improvvisa e intensa erosione
delle Langhe e del Monferrato
sino a mettere in luce i sedimenti marini sottostanti.
Gli affioramenti dell’Albese hanno restituito fossili
eccezionali in gran parte conservati nel Museo civico Federico
Eusebio di Alba. Proprio questa visita, insieme a quella di
un affioramento naturale di strati fossiliferi, costituiscono
l’occasione per svelare al pubblico una straordinaria
storia geologica. La visita del museo sarà fondamentale
per introdurre l’escursionista a comprendere meglio la
storia geologica testimoniata nell’affioramento messiniano.
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