| CARTOGRAFIA
| | Tecniche di rappresentazione del mondo in cui viviamo
|
|
| |
| |
Fin dai tempi più remoti l’uomo ha tentato di scoprire i propri limiti, di valicarli e spingersi oltre. Parallelamente ciò è avvenuto anche nei confronti delle terre conosciute: esplorarle e descriverle ha permesso di espandere moltissimo il proprio sapere: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” recita Ulisse nella Divina Commedia, esortando i suoi a seguirlo oltre le Colonne d’Ercole (Stretto di Gibilterra).
In questo senso la cartografia è lo strumento, il mezzo per rappresentare e comprendere meglio il territorio in cui viviamo.
Il cammino seguito dal progresso per arrivare alla rappresentazione cartografica attuale è stato lungo e non privo di raffigurazioni che possono apparire, ai nostri occhi, quanto meno fantasiose. La precisione cartografica procedeva infatti di pari passo con la quantità delle informazioni scientifiche e geografiche possedute.
Gli antichi Greci, oltre tremila anni fa, interpretarono in mondo in cui vivevano nella forma di un disco piatto ingombro di terre emerse dai confini approssimativi e attraversato centralmente dal Mediterraneo. Il limite esterno del disco è bagnato dalle acque misteriose del Fiume Oceano, i cui limiti, al di là delle terre, rimanevano sconosciuti.
Queste convinzioni erano destinate ben presto a mutare. Eratostene, illuminato astronomo greco, considerava già il pianeta Terra di forma sferica. Fu tra i primi a calcolare la circonferenza del Pianeta che oggi sappiamo essere di 40.024 kilometri all’equatore. I calcoli e le deduzioni che assunse furono talmente accurati che l’errore che fece sulla misurazione fu di soli 24 kilometri. Un errore dello 0,06 %.
Col passare dei millenni l’evoluzione tecnologica ci ha consegnato le chiavi per accedere ad una migliore comprensione della Terra, primo passo verso un rapporto più corretto tra uomo e natura.
| [>>segue]
| |
|
|
| |  | Rappresentazione antica della Terra | |  | Erastotene |
|