Il giardino delle rocce riscopre la geologia
“Quando si è formata la Terra ?”
“E’ vero che una volta i continenti non erano lì dove si trovano oggi?”
“Quante rocce diverse in montagna! Che nomi hanno?”
“E’ proprio vero che alcune rocce che oggi si trovano in montagna una volta erano a centinaia di metri sotto il mare ?”
Queste sono solo alcune delle tante domande che si possono fare osservando con un pizzico di curiosità in più l’ambiente alpino.
Le risposte sono contenute all’interno delle rocce che formano i paesaggi e gli ambienti naturali. Spesso però per trovarle occorre saper guardare con occhio da specialista.
Il giardino delle rocce di Cesana è un’occasione, alla portata di tutti, per meglio comprendere, o scoprire per la prima volta, alcuni dei principali aspetti geologici che hanno determinato la vita sul pianeta Terra così come la conosciamo oggi.
L’area verde è inserita in un contesto paesaggistico di pregio: tra cime e vallate alpine della Valle di Susa, ricche di storia e tradizione, a 1300 metri di quota nel comune di Cesana Torinese (Torino).
Le possibilità di visita all’interno del “giardino delle rocce” sono molteplici.
L’area verde è principalmente una zona di svago e di ricreazione, dotata di panchine e tavoli per la sosta e aree gioco per i bambini, tra pini silvestri e betulle.
Per chi lo desidera il “giardino delle rocce” offre inoltre numerosi spunti didattici.
Seguendo i vari itinerari proposti il visitatore può apprendere e toccare con mano alcuni degli aspetti della geologia del territorio alpino. L’approccio ai percorsi proposti è ludico-didattico: dedicato cioè ai grandi e ai più piccoli. Gli argomenti trattati sono esposti in maniera chiara e semplice, attraverso bacheche, aree gioco e ricostruzioni ambientali d’effetto. Il visitatore può così avvicinarsi alle bacheche, leggerne i contenuti, osservare e interagire con le scenografie permanenti allestite nel giardino (un’antica spiaggia preistorica, ricostruzione in piccolo dell’edificio alpino, aree dedicate all’arrampicata e al gioco dei bimbi, la storia dell’evoluzione della Terra e dell’Uomo, l’uso dei materiali in montagna); in breve: imparare divertendosi, in un ambiente naturale.
Quali sono i principali argomenti?
Il percorso rosso illustra, attraverso un efficace espediente, la storia del pianeta Terra dalla formazione ai giorni nostri; storia che si può materialmente “ripercorrere”, seguendo una balaustra che riassume in 250 metri grandi eventi quali ad esempio: il big-bang, la formazione dei primi oceani, la comparsa degli esseri viventi, le grandi glaciazioni di 2 milioni di anni fa, la comparsa degli ominidi e altro ancora.
La zona blu è invece dedicata alla ricostruzione degli eventi che hanno portato alla formazione delle Alpi così come le conosciamo oggi. Oltre alle bacheche illustrative, il visitatore può toccare con mano le rocce che compongono l’edificio alpino e ammirare la ricostruzione di un ipotetico profilo tracciato lungo la Valle di Susa. Nella stessa zona un piccolo lago artificiale “ospita” le impronte di un dinosauro nella sabbia.
La zona marrone è riservata al gioco e all’esplorazione dei più piccoli, che possono, in tutta sicurezza, avventurarsi tra dolmen di roccia, pareti di arrampicata e ponti di funi alla riscoperta sensoriale delle rocce alpine. La presenza delle strutture ludiche è corredata da alcuni pannelli che illustrano la storia e l’uso della roccia nell’attività estrattiva locale, e mettono in luce la stretta relazione tra roccia (geologia) e alpinismo, la scoperta della montagna per eccellenza.
Infine il percorso marrone è realizzato con diverse tipologie di materiali naturali (porfidi, pietra di Luserna, acciottolato, tondelli di larice), tra quelli più utilizzati nell’architettura montana; a testimoniare lo stretto connubio esistente tra uomo e natura, quando il rapporto era di uso e non di abuso.
Il giardino delle rocce è un’esperienza unica, nel suo genere, realizzata con lo scopo di informare con il gioco. L’attenzione è rivolta ai processi naturali, alle forme del paesaggio alpino, alla natura così come ancora non la conosciamo. Riscoprire interesse per il mondo che ci circonda è il primo passo verso un processo più consapevole di salvaguardia del patrimonio geologico e naturalistico.
In uno slogan: ”divulgare per far conoscere, conoscere per sviluppare coscienza, coscienza per valorizzare e autoproteggere.”.
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