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  RICEZIONE
descrizione logistica
  ITINERARIO 6 - descrizione geologica



Nel tratto del percorso, dalla fine della strada sterrata fino alla cima del M.te Cruzeau, affiorano, anche nei pressi del sentiero, rocce diverse. Serpentiniti (rocce di colore verde intenso), frammenti di lave basaltiche (verde molto scuro – quasi nere) simili alle rocce del Colletto Verde (itinerario 3), oficalci (verde più chiaro) e radiolariti (rosso porpora). La posizione reciproca tra le varie rocce non è chiara, sintomo che ci troviamo in una zona che ha subito, nel passato geologico, delle trasformazioni intense. Tutte le rocce condividono però la stessa origine: sono la testimonianza di quello che un tempo (160 milioni di anni fa) era un fondale oceanico. Sulla destra del sentiero, a poche decine di metri dal M.te Cruzeau, le rocce verdi che affiorano (oficalci) sono piegate. Osservando le stesse rocce dalla scarpata verso valle, scopriamo, al di sotto delle oficalci, delle rocce rosso porpora (radiolariti), piegate anch’esse. Qui, come altrove lungo questo itinerario, il contatto tra le radiolariti e le oficalci è evidente, anche grazie alle differenze cromatiche tra i due tipi di rocce.
Il primo stop (A)è sulla cima del M.te Cruzeau, da dove si gode una vasta panoramica sull’Alta Valle di Susa. Tra i tanti spunti, da Ovest verso Est: il profilo glaciale ad U della Valle di Thuras, uno dei siti estrattivi della cava Menconi, il massiccio dello Chaberton, il conoide alluvionale del Grand Vallon sul fondovalle della Dora di Cesana.
Il secondo stop (B) è consigliato lungo tutto il pianoro della località Roche Noire, dove sono frequenti gli affioramenti di radiolariti di un bel rosso porpora intenso. In quest’area gli eventi deformativi alpini hanno “disegnato” nelle radiolariti delle belle pieghe, sottolineate dalle variazioni di colore delle rocce. A ridosso dello stesso pianoro è ancora visibile un fronte di cava di oficalci (cava Catella), roccia conosciuta commercialmente col nome di “Marmo Verde di Cesana”, sfruttata storicamente anche in altri siti (itinerario 6) nella zona. Il percorso segue verso est in una fitta boscaglia fino a giungere sulla soglia di una piccola depressione a conca. All’interno di quest’ultima trovano alloggio diversi blocchi lavorati del pregiato “Marmo Verde di Cesana” disposti in maniera apparentemente caotica.
Qui è consigliato il terzo stop (C), dove la presenza delle oficalci, originali prodotti di fondo oceanico e quindi risorsa economica locale, funge da richiamo e scenografia ad un suggestivo angolo degno della migliore mitologia celtica.

Punto A. Superficie rocciosa piegata
Punto B. Radiolariti piegate
Punto C. Blocchi di oficalci
Punto C. Blocchi lavorati di “marmo verde di Cesana”
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