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descrizione geologica
  ITINERARIO 4 - descrizione logistica

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LO CHABERTON: UNA FORTEZZA TRA MARI E MONTI


Grado di difficoltà: facile
lunghezza: 6660 m
Dislivello: 1371 m
Tempo di percorrenza: 4-5 ore
Periodo dell'anno consigliato: luglio-settembre

La “salita” alla punta dello Chaberton è un itinerario classico tra gli abituali escursionisti della Alta Valle di Susa. Il percorso, non difficile, ma sicuramente impegnativo, offre degli scorci panoramici notevoli sulla valle della Dora Riparia e sulle più vicine cime francesi. Lo Chaberton è anche ben noto agli storici per la presenza sulla vetta di quello che è stato (fino agli anni ’40) il forte militare più alto d'Europa. Sulla cima sono visibili, fin da fondovalle, le 8 torri in muratura sulle quali erano alloggiate le casamatte metalliche e i cannoni girevoli a difesa del territorio nazionale. Oltre al ben noto ruolo storico-politico, lo Chaberton, sotto l’aspetto geologico, ha svolto un ruolo importante nella più recente interpretazione della struttura e genesi delle Alpi. Percorso: Da Clavière, poco prima della stazione transfrontaliera Italia-Francia, percorrere in auto una strada carrozzabile che, svoltando a destra, costeggia per un breve tratto la sponda orografica sinistra del Rio Secco. Parcheggiare l’auto non appena possibile e proseguire a piedi lungo il sentiero ben segnalato verso lo Chaberton. Se possibile, nei periodi più secchi, è consigliabile attraversare l’alveo del Rio Secco e seguire il sentiero sulla sponda destra (sentiero natura), in quanto più sicuro e meglio protetto dai processi erosivi di sponda del torrente. Il sentiero prosegue, all’ombra di un boschetto di larici e pini silvestri, lungo un tratto a debole pendenza fino ad uscire dalla vegetazione per ammirare, a destra, un primo scorcio delle pendici dolomitiche dello Chaberton. Seguendo il sentiero si raggiunge e supera un modesto rifugio (Gr. Les Baisses, 2029 m.), da qui si segue la pista carrozzabile in territorio francese che porta agli impianti di risalita del Monginevro. Superato un breve tratto a modesta pendenza il panorama si apre su un’ampia zona pianeggiante colma di depositi alluvionali del Rio Secco. Seguire ad un bivio le indicazioni verso il Colle dello Chaberton (a destra) lungo un sentiero che dapprima attraversa il letto asciutto nel vallone delle Baisses, per poi proseguire lungo pendenze più impegnative fino al Ricovero delle Sette Fontane (2253 m.). Lo scenario cambia drasticamente, scompare la vegetazione tanto abbondante nella conca, e si percorrono tratti ripidi su sfasciume, circondati da rocce dolomitiche in un paesaggio brullo e selvaggio fino al Colle dello Chaberton (m. 2671), in prossimità del quale si trovano alcune casermette diroccate. Dal Colle si gode un ottimo panorama sulle altre pareti dolomitiche delle cime circostanti e verso est, un bel colpo d’occhio sul fondovalle della Dora Riparia e la Media Valle di Susa. Da qui in poi il percorso segue la vecchia strada militare che da Fenils giunge fino alla vetta, tra resti di triceramenti, filo spinato e qualche postazione abbandonata. L‘ultimo tratto, agevole e con pendenza costante, si inerpica lungo il ripido e ghiaioso versante settentrionale del massiccio dolomitico fino alla quota di 3130 m, sulla cima fortificata più alta d’Europa. Per la discesa si consiglia di seguire l’itinerario di salita o, in alternativa, dal Colle seguire la strada militare fino a Fenils.

Lo Chaberton visto da sud
La punta dello Chaberton fortificata
Fotografia storica dello Chaberton
mappa del sito