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  MODELLAMENTO
  LA TERRA SI MODELLA


Il paesaggio naturale è estremamente mutevole. In natura esistono processi in grado di cambiare l'aspetto del paesaggio con velocità non apprezzabili dall'occhio umano. La deriva dei continenti, ad esempio, o i processi orogenetici responsabili del sollevamento delle catene montuose agiscono, di norma, per spostamenti continui e progressivi con velocità di qualche centimetro l'anno. Altri processi, invece, sono in grado di mutare l'aspetto del territorio in pochi attimi. Le frane di crollo sulle ripide pareti rocciose agiscono istantaneamente; le eruzioni vulcaniche danno luogo a colate di lava che possono raggiungere velocità di vari metri al secondo; violente e improvvise piene di fango e detrito percorrono alvei di piccoli torrenti montuosi con forze devastanti, aprendosi nuovi tracciati in pochi istanti. Ecco dunque che la superficie del pianeta Terra muta il proprio aspetto continuamente in un ciclo ininterrotto, seppure non costante, di genesi, distruzione, trasformazione e rinascita della materia. Nel modellamento del paesaggio ci sono forze che agiscono dall'interno (processi endogeni), apportando nuova materia sulla superficie, e forze che agiscono dall'esterno (processi esogeni), smantellando e spostando la materia. L'aspetto attuale di una valle alpina, come la Valle di Susa, è il risultato di una combinazione di processi (endogeni ed esogeni) che hanno operato nell'arco di milioni di anni. Tra i processi esogeni che hanno contribuito e contribuiscono all'aspetto (morfologia) di un territorio alpino i principali sono: l'azione dei ghiacciai, l'azione dei corsi d'acqua, l'azione delle frane.

Superficie rocciosa levigata e striata dal ghiacciaio - Località Pietra piana, Avigliana.

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